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Ricette pentola a pressione

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Magatello in pentola a pressione con salsa


Mio figlio ha imparato questa poesia durante le vacanze di Natale ed io ho pensato, dopo averla ripetuta per l’ennesima volta, che è perfetta anche per noi adulti… ma noi, a differenza dei piccoli, dovremmo tenerlo bene a mente che il destino di ogni anno nuovo, di ogni singolo giorno di cui esso è composto è nelle nostre mani…abbiamo una grossa, grossissima responsabilità….. Buon 2016, che sia un anno responsabile!
L’ANNO NUOVO

Indovinami indovino
Tu che leggi nel destino.
L’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà metà?
Trovo stampato nei miei libroni
Che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì
Di più per ora scritto non trovo
Nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.
– Gianni Rodari

  
INGREDIENTI
Dosi per 4 persone

  • 600gr di polpa di magatello di manzo (detto anche girello si tratta di un taglio magro, privo di nervi della coscia dell’animale)
  • 3 carote,
  • 1 gamba di sedano
  • ½ porro
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 2 foglie di salvia, 1 di alloro
  • Olio, sale e pepe

PROCEDIMENTO

In una padella dal fondo spesso, versate 2-3 cucchiai di olio evo, poi mettete a rosolare la carne girandola su tutti i lati fino ad avere una crosticina che sigilli i sughi all’interno.
Passate la carne nella pentola a pressione, con il sughetto di cottura, irroratela con il vino, cospargetela con le carote ed il sedano tagliati a tocchetti ed il porro a rondelle. Aggiungete le foglie di salvia ed alloro, salate, e mettete sul fuoco. Dal momento del fischio calcolate ca.  20 minuti, poi spegnete.
Quando la valvola si sarà abbassata completamente e potrete perciò aprire il coperchio, eliminate le foglie di alloro e salvia, prelevate le altre verdure e frullatele fino ad ottenerne una salsina omogenea e densa. Vi sembrasse troppo soda ammorbiditela con uno o due cucchiai del fondo di cottura della carne.
Affettate la carne sottilmente, e servitela con la salsa di verdure. E’ un piatto molto gustoso e soprattutto magro, viste le abbondanti libagioni dell’ultimo periodo…
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Vellutata di carote con burrata e pesto di basilico

Il mio piccolo ometto, oramai in prima elementare, è sempre stato di gusti difficili, a differenza della sorella che farebbe colazione anche con le aringhe affumicate. Lui  è sempre stato uno da dieta in bianco, pasta, filetto di pesce e patate bollite e guai a proporre una salsina di accompagnamento! Ma da quest’estate ha scoperto il pesto e… lo adora! Da buona mamma ho subito pensato di usarlo come copertura per proporgli cose che solitamente rifiutava e per il momento (dita incrociate) lo stratagemma pare funzionare, come nel caso di questa vellutata di carote che vi propongo oggi. Buon inizio di settimana a tutte!


INGREDIENTI
 
Per la vellutata:
 
  • 700 gr di carote (peso delle carote pulite)
  • 1 patata di media grandezza
  • ½ cipolla rossa
  • 200 gr di burrata
  • 1 litro di brodo vegetale
Per il pesto al basilico:
  • Una manciata di foglie di basilico
  • Una manciata di anacardi tritati
  • 1 cucchiaio di pecorino grattugiato
  • Olio e sale
PROCEDIMENTO
 
Io ho usato la pentola a pressione: tritate la cipolla e rosolatela con 2-3 cucchiai d’olio. Aggiungete le cipolle tagliate a rondelle e la patata tagliata a pezzetti. Aggiungete il brodo, mettete il coperchio e cuocete per ca. 10 minuti dal fischio.
Nel frattempo tritate le foglie di basilico, aggiungendo l’olio, il formaggio e gli anacardi.
Frullate le carote fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea, eventualmente filtrandola con un colino. Aggiustate di sale.
Versate la crema, ancora calda, in un piatto, disponendo in bella mostra un pezzetto di burrata e terminando con un cucchiaino di pesto.
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Coniglio in umido in pentola a pressione

Ehm, ci sto pensando solo ora… forse “in umido” non è proprio la cosa più appropriata in queste giornate davvero difficili… Passatemi la battuta, lungi da me mancare di rispetto al dramma che molte persone stanno vivendo in queste settimane per colpa delle perturbazioni. Qui, in provincia di Padova, ieri sono iniziate le evacuazioni di alcune zone a rischio, una tristezza che davvero stringe il cuore.
Un abbraccio a tutte le famiglie in difficoltà.

INGREDIENTI
  • 1 coniglio tagliato a pezzi (io me lo faccio preparare direttamente in macelleria)
  • 1 scalogno
  • 300 ml di passata di pomodoro
  • 1 manciata di olive nere
  • ½ bicchiere di aceto
PROCEDIMENTO
In una terrina disponete il coniglio tagliato a pezzi con un rametto di rosmarino qualche foglia di salvia e di alloro, una tazzina da caffè di aceto. Nella pentola a pressione tritate la cipolla e appassitela con qualche cucchiaiata di olio d’oliva. Scottate i pezzi di coniglio su tutti i lati, disponeteli nella pentola, ricopriteli con la passata di pomodoro e le olive, cuocendo a fiamma vivace per qualche minuto. Irrorate con l’aceto, salate e pepate e chiudete la pentola. Calcolate ca. 15/20 minuti dal fischio. Servite con una polentina morbida.

In alternativa leggi  la ricetta per il conisglio in agrodolce

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Mignon lenticchie e cotechino

Abbiamo riflettuto un pò, in questi giorni… quest’anno sarà davvero dura, economicamente parlando… c’è davvero molto poco da stare allegri.
Però, si sa, per riunire la famiglia (gli affetti son la cosa che veramente conta di più, anzi, a maggior ragione, in questi momenti) a volte basta davvero poco.
E così abbiamo pensato di proporvi un menù di Natale cheap, che preveda dei piatti della tradizione, magari un pò rivisitati dal punto di vista scenografico, e che facciano comunque sospirare: “adesso è Natale”!!!!

Si inizia naturalmente con un antipasto…

INGREDIENTI
Dosi per ca. 10 persone
  • 500 gr di lenticchie secche (io ho scelto quelle che non necessitano dell’ammollo)
  • 1 carota
  • 1/2 gambo di sedano
  • 1/4 di cipolla rossa
  • 2 foglioline di salvia
  • 1 rametto di rosmarino
  • sale, olio e pepe q.b.
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1 cotechino
  • 10 cucchiai di panna da cucina (freschissima)
  • 4 cucchiai di formaggio stagionato grattugiato (per me mezzano)
PROCEDIMENTO
Munitevi dell’inseparabile pentola a pressione: fate un leggero soffritto con la cipolla, poi aggiungete la carota ed il sedano tagliati a dadini. Rimestate, aggiungete le lenticchie, la salvia ed il rosmarino e sfumate con il vino. Versate 1 bicchiere d’acqua e cuocete mezz’ora dal fischio con pentola a valvola
Nel frattempo in una pentola a parte cuocete il cotechino (ci vorrà almeno un’ora se è fresco, se scegliete un prodotto precotto seguite le indicazioni della confezione).
Appena sarà possibile aprire il coperchio della pentola a pressione, eliminate salvia e rosmarino, aggiustate di sale e pepe magari aggiungendo un filo di olio a crudo. Dovesse sembrarvi il tutto troppo denso aggiungete dell’acqua calda, giusto un goccino.
Schiacciate grossolanamente con una forchetta le verdure, poi, coppapasta alla mano (io ne ho scelto uno da biscotti di ca. 6 cm di diametro) riempite con il composto e schiacciate. Le lenticchie si sa che si compattano in fretta, quindi manterranno la forma piuttosto bene.
Affettate ora il cotechino e sovrapponetene una fetta sopra ogni mignon di lenticchie.
Ora in un pentolino a parte scaldate la panna, fatevi sciogliere il formaggio ed irrorate ogni formina con un paio di cucchiai di salsa.
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Vellutata di fagioli con scorzette di limone

Domenica abbiamo partecipato assieme ad alcuni amici ad una bellissima iniziativa intitolata “Seminare il futuro”. Ora, mettendo da parte i doppi sensi che, tra di noi, nel corso della giornata, si sono sprecati, si è trattato di un appuntamento a cui hanno aderito un bel po’ di aziende agricole italiane, al fine di “accorciare” le distanze che si fanno sempre più significative tra di noi, i nostri figli in particolare, e la terra.
Lo slogan della giornata è stato: “In un piccolo chicco c’è tutta l’essenza della vita” e quando, dopo averci spiegato per bene come fare, a ciascuno è stato consegnato un sacchettino con le sementi da spargere a mano in un campo, ci siamo ritrovati un centinaio di persone a compiere questo gesto, (purtroppo sconosciuto), ed è stato davvero emozionante!
I bimbi, inzozzati fino alle orecchie, hanno dato da mangiare per delle ore alle mucche; ho perso il conto dei salti che han fatto lanciandosi sopra i mucchi di fieno; e che dire del giro in trattore?
Momento davvero carino il pranzo a base di prodotti biologici, dal pane al formaggio, ai salami, alle marmellate. Ottimo il succo di mela prodotto direttamente.
Commento delle piccole pesti: è stato più bello che alle giostre!
Missione compiuta, che volere di più?
Carica di questa esperienza, ho subito messo in ammollo i fagioli bio acquistati e ci siamo preparati questa vellutata. L’abbinamento con il limone è un’idea che ho preso a prestito da un ristorante dove son stata qualche mese fa. Consiglio anche agli scettici di provare.
Ah dimenticavo, vi lascio il link dell’iniziativa: http://www.seminareilfuturo.it/


INGREDIENTI
  • 500 gr di fagioli borlotti secchi (12 ore di ammollo in acqua)
  • 2 carote
  • 2 patate
  • 2 coste di sedano
  • 1 cipolla
  • 1 limone bio
  • Sale, pepe, peperoncino, olio q.b.
PROCEDIMENTO
Come avrete capito io sono una fan della pentola a pressione che reputo una grande amica delle corse in cucina. Quindi, tagliate a tocchetti le verdure, e saltatele a fiamma vivace con 2/3 cucchiai d’olio evo assieme alla cipolla tritata grossolanamente, aggiungete i fagioli gocciolati dall’acqua dell’ammollo e, dopo aver aggiunto 2 bicchieri d’acqua, chiudete la pentola. Calcolate almeno mezz’ora dal fischio, valvola 2.
Operazione minipimer: passate le verdure con il frullatore ad immersione fino a che non dichiarerà forfait. Eventualmente passate la crema con un colino. Dovrete ottenere un composto senza la minima traccia di scorie. Aggiustate in base ai vostri gusti di sale, pepe ed eventualmente peperoncino.
Nel caso in cui il composto dovesse risultare troppo denso, diluite con del brodo vegetale.
A parte, dal limone lavato ed asciugato ricavate delle zeste; attenzione alla parte bianca troppo amara.
Impiattate, versate un filo d’olio a crudo e terminate guarnendo con il limone. Fatemi sapere se la provate eh, ci tengo!!!!
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Vellutata di ceci

 
Il 28 di giugno ceci? Con questo caldo? Sì!
Io li trovo veramente appetitosi in ogni momento dell’anno. Adoro la vellutata di ceci cucinata e mangiata il giorno dopo appena appena tiepida se non addirittura a temperatura ambiente, con qualche crostino…una vera delizia! I ceci, tra l’altro, sono ricchi di sostanze che fanno bene e “che fanno diventare grandi”: forza lasciatevi tentare da questa semplicissima ricetta!

INGREDIENTI
  • 500 gr ceci secchi
  • 2 carote
  • Porro
  • Rosmarino
  • Vino bianco

PROCEDIMENTO

Mettete in ammollo in abbondante acqua – per circa 12 ore – i ceci in una capiente terrina (magari il mattino, prima di uscire di casa).
Dopo aver fatto soffriggere delicatamente un pezzettino di porro, tagliato sottilissimo assieme alle carote affettate, aggiungete i ceci e una spruzzatina di vino bianco. Rimestate il tutto più volte per evitare che attacchi al fondo della pentola ed aggiungete una bella presa di sale.
Versate l’acqua dell’ammollo (i ceci devono essere ben coperti) e un bel rametto di rosmarino (quello del mio giardino sta diventando un albero…).
Chiudete la pentola a pressione e contate 20’ dal fischio.
Aprite il coperchio, togliete il rosmarino e mettete da parte, in un piatto, un mestolo di ceci, poi… Via col frullatore ad immersione! Aggiungete infine i ceci interi.
Se mangiata il giorno dopo la vellutata risulta molto più saporita.
Nota: il giorno seguente la vellutata risulterà molto densa; mettetela a scaldare a fuoco lento e aggiungete un po’ di brodo vegetale caldo fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Servite nei piatti con un filo d’olio d’oliva.
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Risotto carletti e speck

La mia amica Scamorza Bio mi ha portato un sacchettino di carletti nostrani raccolti nel prato vicino casa (mi ha abituata così, ogni anno appena inizia la primavera si apre la raccolta perché io poi devo farci il risotto o la frittata), in frigo ho un pezzetto di speck da tagliare a cubetti… scatta l’operazione utilizzo rimasugli e ci faccio un risottino.

INGREDIENTI
(Dosi per 4 persone)
  • Carletti freschi
  • 100 gf speck a cubetti
  • ½ litro brodo vegetale
  • 300 gr riso (io ho usato il superfino carnaroli dell’Associazione produttori Grumolo delle Abadesse).
PROCEDIMENTO 
Leggerissimo soffritto e giù i carletti fatti saltare qualche minuto; in un padellino a parte i cubetti di speck a rosolare.
Dopo aver fatto tostare a fuoco vivo il riso, aggiunti carletti e speck e un sorso di vino bianco secco lasciato completamente evaporare prima di iniziare con l’aggiunta del brodo.
Dopo circa 15 minuti mantecato con burro e parmigiano e lasciato riposare per un paio di minuti.
Non avete il tempo/voglia di mescolare il risotto un quarto d’ora? Fatelo con la pentola a pressione!
Fate il consueto soffritto, aggiungete il riso, fatelo tostare, sfumate con il vino poi aggiungete il condimento e il brodo nella quantità di due volte e mezza il peso del riso. Contate 7 minuti dal fischio e poi spegnete. Una volta fatto uscire il vapore mantecate con burro e parmigiano.