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Pflaumenkuchen torta di prugne: ricetta tedesca passo passo

Torta di prugne pflaumenkuchen

 

La scorsa settimana, qui al nord, è arrivata la pioggia. Naturalmente, mentre arrivava la pioggia, io non ero a casa, dietro ai vetri della finestra in cucina, con la tenda appena scostata ad osservare lo scroscio d’acqua… e una tazza fumante di tisana in mano, no…quelle son cose che si vedono nei film….io ero per strada, con un paio di sandaletti ai piedi, e stavo andando a riprendere l’auto dal gommista perchè avevo bucato…oh yeah! E quando son salita in macchina, fradicia, la prima cosa che ho pensato è stata: io adesso torno ed accendo il forno!
Detto, fatto: avevo questa ricetta non ancora provata, un sacchettino di prugne regalate da una vicina e un po’ di farina di grano saraceno da finire. E’ stato bello, una volta infornato il dolce, bere una tisana bella calda mentre fuori pioveva a dirotto…..
Mi sono ispirata qui.

Torta di prugne pflaumenkuchen

INGREDIENTI

Dosi per una teglia da 40*25*2
La forma tipica di questa torta è rettangolare ma potete usare anche uno stampo rotondo almeno 30/32cm di diametro. Vi verrà un po’ più alta dell’originale.

Per la pasta lievitata:

  • 350 g di farina 00 (per me 300gr)
  • 50g di farina di grano saraceno
  • 125 ml di latte
  • 25 g di lievito di birra fresco
  • 60 g di burro fuso a temperatura ambiente
  • 60 g di zucchero semolato
  • 1 cucchiaio di zucchero vanigliato
  • 1 uovo
  • la scorza di 1/2 limone bio grattugiata (io l’ho dimenticata)
  • 1 pizzico di sale

Per la copertura

  • 10 prugne rosse mature
  • 2 noci pesche (le prugne non bastavano)
  • 2 cucchiai di zucchero semolato
  • 2 cucchiaini di cannella (io l’ho omessa)
  • 1 cucchiaio di zucchero vanigliato
  • 2 cucchiai di gelatina di albicocche + 1 cucchiaio scarso di acqua per lucidare (omessa: la gelatina in genere si usa per conservare meglio la frutta, ma a casa mia la torta è finita subito non ce n’è stato bisogno)

Torta di prugne pflaumenkuchen

PROCEDIMENTO

Mettete la farina setacciata nella ciotola della planetaria e formatevi una fontana al centro. Versate il lievito di birra sciolto nel latte tiepido e coprite con un po’ della farina circostante. Fate riposare, coperto con un canovaccio, per 20 minuti.
Trascorso questo tempo prendete la ciotola e versate il burro fuso (a temperatura ambiente), l’uovo sbattuto a parte con il pizzico di sale, lo zucchero semolato e quello vanigliato. Cin sarebbe andata anche la scorza di limone, ma me la son dimenticata. Impastate il tutto a bassa velocità (massimo 2) utilizzando il gancio ad uncino fino ad ottenere un composto liscio ed elastico, che non dovrà essere appiccicoso (se dovesse esserlo, aggiungete poca farina per volta fino al raggiungimento della consistenza desiderata). Prelevate l’impasto con l’aiuto di una spatola e rilavoratelo brevemente a mano. Posizionatelo nuovamente nella ciotola e fate lievitare il tutto, coperto con un panno pulito, per circa 20 minuti.
Nel frattempo lavate le prugne e le nocipesche, tagliatele a metà, denocciolatele e tagliatele ancora a metà (ottenendo in tutto 4 spicchi per frutto). Trasferitele in un contenitore e cospargetele con lo zucchero semolato. Mescolate e fate riposare per circa 10 minuti in modo da far fuoriuscire parte del succo. Preriscaldate il forno a 180° e prelevate l’impasto dalla ciotola. Stendetelo con un mattarello su di una spianatoia leggermente infarinata dando la forma in base allo stampo che avete scelto dello spessore di circa 1/2 cm. Trasferitelo all’interno dello uno stampo imburrato ed infarinato. Con le mani rendetelo il più possibile uniforme e stendetelo in modo da ricoprire tutta la base. Disponete le prugne sulla superficie fino a ricoprirla completamente o quasi.
Fate riposare il dolce per altri 20 minuti circa, quindi spolverizzatelo con lo zucchero vanigliato e fatelo cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 30 minuti.
Sfornate e lucidate le prugne ancora calde spennellandole con la gelatina di albicocche che avrete fatto scaldare in una piccola casseruola insieme all’acqua, mescolando per ottenere una glassa lucida e liscia. Fate raffreddare e servite. Il top secondo me è l’abbinamento con una pallina di gelato alla vaniglia o allo yogurt.

Vi piacciono le prugne ma preferite i dolci monoporzione? Queste sfogliette con le prugne fanno per voi!

Ricette verdure/ Uncategorized

Insalata di San Valentino

In questi giorni in rete si trovano un sacco di ricette dolci dolci, afrodisiache, eleganti, impiattate con maestria…e che  cavolo mi son detta… ci siamo forse dimenticati di Lilli ed il Vagabondo dove un semplice spaghetto faceva scoccare l’ammmore??? E se torno tardi dal lavoro, stremata da non aver la forza di pensare a nient’altro potrò mai mettermi a “spignattare”? E se due innamorati sono patiti della linea e perennemente a dieta? Che altro posso aggiungere? Beccatevi questa insalatona!!!
Arriva dal ricettario del Bimby (che io non ho ahahaah) me l’ha passata un’amica. Io l’ho personalizzata.


INGREDIENTI
  • 250gr di cavolo bianco
  • 60gr di carote
  • 50gr di peperoni rossi (per me mezzo)
  • 50gr di cetrioli sott’aceto
  • 50gr di cipolla rossa di Tropea (io l’ho omessa, non vorrei inficiasse il finale della serata)
  • 50gr di mele (per me una intera, granny smith con la buccia)
  • 1 zucchina (mia aggiunta)
  • ½ gamba di radicchio tardivo (mia aggiunta)
  • Prezzemolo (io l’ho omesso)
  • 1 cucchiaino di zucchero (per me di canna)
  • 1 cucchiaino di sale (per me una grossa presa)
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 1 cucchiaio di senape (mia aggiunta)
  • 1 manciata di granella di mandorle (mia aggiunta)
  • Olio evo q.b.

PREPARAZIONE

Mondate il cavolo dalle foglie esterne, ed eliminate anche la parte dura delle cimette. Passatelo nel frullatore per alcuni secondi, si sgranerà fino a sembrare cous-cous.
Tagliate a pezzettini regolari di 2 cm il peperone, i cetrioli, la mela, il radicchio; tagliate alla julienne la zucchina e la carota.
Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola capiente e conditeli con il succo di limone, il sale, l’olio e la senape. Terminate con una manciata di granella di mandorle e servite con crostini.

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Paella di pesce


Io semplicemente la adoro! Mi piace, mi piace, mi piace! Tra le due versioni forse preferisco quella di solo pesce e senza aggiunta di alcun verdura. In questo modo, tra l’altro, viene molto apprezzata anche da chi, a casa mia, non vuol aver niente a che fare con ortaggi ed affini.
Dunque, con che riso si prepara la paella? Il riso perfetto è il “bomba” prodotto rigorosamente in Spagna, ed avente chicchi un po’ tondi e dal colore madreperlaceo. E’ un riso che cuoce in ca. 18 minuti, assorbe molto bene il condimento e mantiene la cottura nel tempo. Io l’ho trovato in un supermercato in Austria e l’ho preso, ma vi assicuro che ho provato a preparare la paella anche con il carnaroli e l’arborio ed il risultato è stato comunque apprezzabile. In rete ho visto la versione “chic” con il riso Venere…

Alcune regole per una buona riuscita: comperate del buon pesce fresco, per una volta che si prepara questo piatto, vale la pena puntare su ingredienti di buona qualità. Se potete, preparate il brodo di pesce voi, diversamente usate un brodo vegetale. Ricordate che la paella non si prepara come il risotto, non va mescolata: il riso una volta versato non va più toccato. Importante quindi dosare correttamente il brodo che, generalmente, va usato in un rapporto di 1 a 3 (dati 100gr di riso, ne serviranno 300 di liquido). Proprio per questo motivo munitevi di una padella di ampie dimensioni, larga e non troppo alta.
Bene, partiamo con la descrizione della ricetta. Sono stata un po’ lunghetta ma ci tenevo ad essere il più precisa possibile. Tempo stimato per la preparazione direi 1 ora e mezza compresa la pulizia del pesce.

INGREDIENTI
Dosi per 4 persone

  • 400gr di riso bomba
  • 1200 gr di brodo di pesce o vegetale
  • 1kg di cozze
  • 1 kg di vongole
  • 600gr calamari
  • 600gr di gamberetti o, se preferite, mazzancolle
  • 8 gamberoni
  • 12 seppioline
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cipolla
  • 300ml di passata di pomodoro
  • 1 cucchiaino di paprika dolce
  • 1 peperoncino piccante
  • 2 bustine di zafferano in polvere
  • Prezzemolo tritato facoltativo
  • Olio sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO
Pulitura delle cozze
Trasferitele in una ciotola capiente e, dopo averle lavate con cura sotto l’acqua corrente, eliminate tutte le incrostazioni e staccate la peluria che fuoriesce dalle valve. Sfregatele con una spazzolina in acciaio o comunque bella rigida per togliere le ultime impurità. Mettetele in una ciotola, versateci una manciata di sale grosso, copritele con dell’acqua fredda e lasciatele riposare una mezz’oretta, trascorsa la quale le dovrete risciacquare nuovamente.

Pulitura delle vongole
Dopo averle lavate con cura sotto l’acqua corrente fredda, trasferitele in una ciotola capiente, versateci una manciata di sale grosso, copritele con dell’acqua fredda e lasciatele riposare una mezz’oretta, trascorsa la quale le dovrete risciacquare nuovamente. Doveste trovare ancora sabbia ripetete l’operazione con il sale grosso.

Cottura delle cozze
In un tegame irrorato di olio d’oliva versate le cozze e copritele con un coperchio; fatele cuocere a fuoco vivace per 5 minuti circa, il tempo necessario per farle schiudere. Con una schiumarola raccoglietele dal tegame e sgusciatele lasciandone qualcuna intera a fine estetico. Filtrate il liquido di cottura mettendo una garza su di un colino a maglie fitte. In questo modo raccoglierete eventuali ulteriori impurità rilasciate in cottura.

Cottura delle vongole
In un tegame irrorato di olio d’oliva aggiungete uno spicchio d’aglio e versate le vongole. Copritele con un coperchio; fatele cuocere a fuoco vivace per 5 minuti circa, il tempo necessario per farle schiudere. Con una schiumarola raccoglietele dal tegame e sgusciatele lasciandone qualcuna intera a fine estetico. Filtrate il liquido di cottura mettendo una garza su di un colino a maglie fitte. In questo modo raccoglierete eventuali ulteriori impurità rilasciate in cottura.

Cottura dei gamberi
Dopo averli risciacquati sotto l’acqua corrente con un coltellino incidete sulla schiena ed estraete il budellino nero.
Prendete la paella, irroratela d’olio, fatelo scaldare, quindi unire i gamberi. Cuoceteli per circa 4 minuti muovendoli e girandoli da entrambi i lati. Io i gamberetti li sguscio, i gamberoni invece li lascio interi. Metteteli in un contenitore, copriteli e teneteli da parte.
Preparazione del brodo
Recuperate il liquido di cottura delle cozze e delle vongole, aggiungete acqua fino ad arrivare a 1400ml, versate i gusci dei gamberetti, una carota e mezza cipolla 1 gambo di sedano e fate sobbollire a fuoco lento con il coperchio per almeno 30 minuti. Prelevatene poi 1200ml che vi serviranno per la cottura del riso. 

Cottura delle seppioline e dei calamari

Lavateli bene eliminando le interiora, anche se probabilmente buona parte del lavoro l’avrà fatto il pescivendolo, eliminate l’osso, la pelle, il becco. Tagliate le seppioline a metà affettate i calamari in rondelle di ca. 1 cm di spessore.
Tritate la cipolla e rosolatela nel tegame che userete poi per cuocere il riso con qualche cucchiaio d’olio, unite seppioline e calamari e fateli saltare a fuoco vivace un paio di minuti, poi versate la passata di pomodoro e cuocete per altri 5 minuti. Aggiungete il peperoncino.

Assemblaggio della paella
Ricapitolando: cozze, vongole, gamberi e brodo pronti. Nel tegame avete seppioline e calamari.
In un paio di cucchiai di brodo sciogliete lo zafferano.
Versate a pioggia il riso, versate lo zafferano la paprika ed il brodo, date una mescolata e cuocete a fuoco vivo per 5 minuti. Abbassate la fiamma e cuocete per altri 8-10 minuti. A questo punto il riso dovrà essere ancora un pochino al dente e un po’ liquido. Aggiungete tutti gli altri ingredienti che avevate messo da parte e tenete il fuoco vivace per non più di 2 minuti.
Spegnete il fuoco, inumidite un canovaccio e coprite la padella facendo riposare il tutto per 5 minuti.


Togliete il canovaccio, non svenite per il profumo e portate in tavola!
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Lubiana e lago di Bled in Slovenia

A sole 2 ore  e mezza di strada da Padova, la Slovenia può essere un piacevole diversivo anche in periodo invernale. Mi è capitato di andarci i primi giorni di gennaio: sole splendido, cielo terso e pochi gradi sotto zero… Ma comunque quanto basta per rendere obbligatoria la tappa ai baracchini del vin brulè (che qui preparano senza cannella).

Partiti in mattinata, prima tappa Lubiana, dove non andavamo da un po’ di tempo. Ritrovato la città pulita e ben organizzata che ricordavo, con un ampio parcheggio vicinissimo al centro dove abbiamo potuto lasciare il camper.
Se volete visitarla con il clima natalizio il periodo migliore va dall’8 dicembre al 2 gennaio, nei giorni successivi rimangono le luminarie (davvero molto belle) ma il resto viene chiuso.

Se il tempo lo permette fate un giretto con le piccole chiatte sul fiume Ljubljanica, passeggiate fin sù al castello e fatevi raccontare la leggenda del drago che rappresenta anche lo stemma della città; attraversate il fiume sul triplo ponte, non perdetevi il giardino verde di Tivoli.

A circa 60km da Lubiana il lago di Bled, moooolto frequentato con la bella stagione, in questo periodo decisamente più tranquillo (a me è piaciuto di più in questa occasione, troppa gente non mi rilassa). Potete passeggiare attorno al lago, son circa 6 km totalmente pianeggianti e percorribili anche se avete un passeggino da spingere.

Tappa obbligata una sosta al Park Hotel lungo il percorso per assaggiare la torta più famosa di tutta la Slovenia: la cremna rezina, inventata da Ištvan Lukačević nel 1953 rivisitando una ricetta serba. Si tratta di una sfoglia che racchiude una crema pasticcera ed una panna montata ottime e che viene servita seguendo rigorosamente la tradizione in fette di 7 x 7 cm…. camminare abbiamo camminato, freddo ce n’è….un po’ di calorie che male faranno????

Non perdete l’occasione di salire a bordo delle tipiche barchette di legno (pletna) dal fondo piatto e con un telo colorato per tetto e raggiungete l’isolotto al centro del lago. Il giro in pletna non è economicissimo ma i barcaioli le spingono in piedi usando due remi… e se pensate che arrivano a portare fino a 20 persone, lo sforzo va ben ripagato…
Dal lago di Bled seguite le indicazioni per il lago di Bohinj, ca. 30 km di strada, ma ne vale davvero la pena. Qui la zona è molto meno turistica e molto più adatta per gli amanti dello sport, camminate in primis. In autunno i colori sono mozzafiato.
Sulla strada del ritorno verso l’Italia, se vi avanza qualche ora fermatevi a Postumia e visitate le omonime grotte. I bambini si divertiranno un sacco, il primo tratto lungo ca. 2 km si percorre a bordo di un trenino. Gli animali NON sono ammessi.

Vi ho incuriositi? Se avete bisogno di altre info pratiche non esitate a contattarmi! Buona settimana!

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Vol au vent alla mousse di mortadella


Bentrovati!!! Scusate la lunga pausa ma è stato un periodo bello intenso, e ci abbiamo messo un po’ a riprenderci.
State bene? Smaltiti i sensi di colpa per i chili accumulati durante il periodo natalizio? Io no, ed ho pure già assaggiato le prime frittelle….slurp…..
Fatti i proponimenti per l’anno nuovo? Io, come al solito, un tot, chissà poi quanti riuscirò a portarne a termine…
Nella confusione di queste settimane mi son resa conto che non avevo condiviso con voi una cosa semplicissima, la mousse di mortadella. Mi è capitato di rienpirne dei vol au vent, ne son diventati un veloce e piacevole aperitivo. In rete ce ne sono mille versioni, questa è la mia, ve la passo. A presto!



INGREDIENTI
Dosi per ca. 20/25 vol au vent
  • 200gr di mortadella
  • 100gr di ricotta
  • 4-5 cucchiai di latte (va bene anche parzialmente scremato)
  • Una manciata di granella di pistacchi o di nocciole
  • Sale & pepe facoltativi

PROCEDIMENTO

Tritate la mortadella finemente ed aggiungete la ricotta, il latte, mescolate; dovete ottenere un composto omogeneo.
Riempite una sac à poche con bocchetta larga, e riempite i voul au vent che poi cospargerete di granella. Infornate per due-tre minuti non di più.
Ancora più velocemente usate la mousse ottenuta su dei crostini. Piaceranno a tutti, grandi e piccini.

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Mini sbrisolone


Eccoci, di corsa, sul filo di lana, a suggerirvi una idea semplice, facile e tutto sommato veloce per preparare qualcosa da regalare a parenti ed amici per il classico pensierino di Natale. Si tratta di mini sbrisolone che si possono preparare in anticipo perché si conservano bene per un bel po’ di giorni se chiuse in una scatola di latta. Per la ricetta vi rimando direttamente qui. In queste miniversioni io ho usato farina 00 al posto di quella di riso e degli stampini da muffin imburrati ed infarinati con farina di mais dove ho poi messo una manciata di impasto, leggermente schiacciato per uno spessore di un paio di cm. Infornato a 180° per 20 minuti.
E con questo post, cari amici, vi mandiamo un caldo abbraccio e tantissimi auguri di un sereno Natale a tutti!!!!
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Palline ciocco-cocco vegan

Si avvicinano le vacanze di Natale e con esse i vari impegni ineludibili: recite, saggi, cene aziendali… Il tempo da dedicare alla cucina è sempre risicato, ma può capitare che anche qualche anima pia cucini per noi o meglio non-cucini per noi, come ha fatto la mia socia che mi ha portato questi golosissimi dolcetti “raw”. A suo dire sarebbero stati da mangiare post palestra – uno o al massimo due! – ma stava sicuramente scherzando, credo…
Mi sono fatta dare la ricetta e ho scattato con mani sporche di cacao e bocca piena le foto a corredo.

Buon inizio di settimana a tutte!

INGREDIENTI
Per 12 palline dal diametro di circa 3 cm
  • 20 datteri (preferibilmente non caramellati)
  • 3 cucchiaini di cacao amaro
  • 150 gr di frutta secca mista (noci, nocciole, anacardi, mandorle)
  • Scagliette di cocco

PROCEDIMENTO
Passate nel mixer i 2/3 della frutta secca fino ad ottenere una granella fine. Mettetela da parte e tagliate il rimanente terzo a coltello in modo che risulti una grana più grossa. Mettete da parte anche questa e passate al mixer i datteri, a cui avrete precedentemente tolto l’osso. Fate attenzione che potreste ottenere una massa gommosa e poco “tritabile”, nel caso aggiungete un cucchiaio d’acqua ma non di più, e non demordete. Aggiungete alla crema di datteri la granella fine e il cacao e date un paio di colpi di mixer, poi con una spatola e trattenendovi dal mangiare il tutto, trasferite il composto in una ciotola. Aggiungete la granella grossa e continuate a mescolare finché non avrete un composto bello omogeneo. Mettete le scaglie di cocco su un vassoio e utilizzatele per ricoprire le palline che andrete mano a mano (letteralmente!) a creare con il composto. Mettete le palline in frigo almeno un’ora perché si compattino, poi saranno pronte da servire.
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Bavette integrali con zucca per la cena della Vigilia

 
Lunedì vi abbiamo proposto una prima idea per la cena della Vigilia, la vellutata di zucca e cozze, ma se, come a casa mia, le vellutate non dovessero essere amate da tutti, ecco una idea alternativa per usare la stessa zucca e le stesse cozze con i medesimi crostini.
INGREDIENTI
Dosi per 4/6 persone

  • 500gr di bavette integrali (io trovo che la pasta integrale ci stia molto bene)
  • 500gr di polpa di zucca cotta al forno
  • 1 kg di cozze (peso al lordo delle valve)
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1/2 paninetti al latte o al burro o all’olio (o come vi piacciono insomma) tagliati a cubetti
  • 1/2 litro di brodo di pesce ma potete scegliere anche di verdure, viene più delicato
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio, pepe, sale q.b.
  • 1 cucchiaino di bottarga grattugiata (facoltativa)

PREPARAZIONE

Per la preparazione delle cozze vedi sopra
Per la zucca: frullatela e diluitela con l’acqua di cottura delle cozze che avrete filtrato ed eliminato dell’aglio. Dovrà essere ben più densa rispetto alla ricetta precedente, diciamo una purea morbida morbida. Aggiustate di sale. Versatela in un’ampia padella (dove dovrà poi stare anche la pasta).
Preparate i crostini come nella ricetta precedente.
Cuocete la pasta, scolatela ad un paio di minuti dal fine cottura e versatela nella padella con la purea. Mescolate ed eventualmente aggiungete del brodo se dovesse sembrarvi troppo densa.
Impiattate, versate sopra le cozze (alcune con altre senza conchiglia), irrorate con un filo d’olio d’oliva  ed aggiungete qualche tocchetto di pane  terminando con una spolverata di bottarga.

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Vellutata di zucca e cozze per la cena della Vigilia


E siamo arrivati a dicembre, di nuovo… e come dice mio marito: “ma non era ieri quando mi hai chiesto di riportare in mansarda le scatole degli addobbi natalizi????” con tono da cui si intende facilmente quanto lui condivida con me il clima frizzantino di preparativi e musichette e fiocchetti e biscotti e cannella e vattelapesca che io puntualmente rispolvero con rinnovata euforia tra l’altro….
No caro, non era ieri ma ben 11 mesi fa e nel frattempo mi son documentata un sacco, ho messo da parte una marea di fotocopie e foglietti di idee da mettere in pratica per queste festività!
Quindi, miei cari, il blog delle scamorze, seppur in punta di piedi, entra ufficialmente nella fase del Natale che ovviamente condividerà con quanti avranno voglia di farci visita.
Non seguiremo un ordine preciso, andremo random, e oggi partiremo con una proposta che secondo me potreste utilizzare per la cena della Vigilia: una vellutata di zucca, ortaggio invernale, abbinata alle cozze, visto che la sera del 24 è il pesce che la fa da padrone.


INGREDIENTI
Dosi per 6/8 persone

  • 1 kg di polpa di zucca (peso da cotta) cotta al forno
  • 1 kg di cozze (peso al lordo delle valve)
  • 1 rametto di rosmarino
  • 3/4 paninetti al latte o al burro o all’olio (o come vi piacciono insomma) tagliati a cubetti
  • 1 litro di brodo di pesce ma potete scegliere anche di verdure, viene più delicato
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio, pepe, sale q.b.

PREPARAZIONE

Iniziate pulendo le cozze: lasciatele spurgare per un’ora in acqua fredda salata, poi eliminate le barbe ed i filamenti, risciacquatele e disponetele in un’ ampia padella con lo spicchio d’aglio. Coprite con un coperchio e cuocetele con fuoco vivace per almeno 5 minuti. Vedrete che le conchiglie di apriranno e rilasceranno un bel sughetto.
Con una schiumarola prelevate le cozze e filtrate il sugo rilasciato. Eliminate l’aglio.
Frullate la polpa di zucca, diluitela con il sugo delle cozze e poi con del brodo. Regolatevi in base a quanto morbida volete la vellutata. Secondo me deve essere abbastanza liquida. Filtratela con un colino, dovrà essere assolutamente priva di rimasugli di polpa. Regolate di sale.
In un pentolino antiaderente pennellato d’olio d’oliva saltate i tocchetti di pane assieme al rametto di rosmarino. Devono diventare dorati e croccanti.
Impiattate la vellutata, mettete al centro qualche cozza, una manciata di crostini, un filo d’olio ed una spolverata di pepe.

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Festa del torrone e November Porc

Che c’azzecca il torrone con il “porc”? Lo zero assoluto direi, se non fosse che, nel week end appena trascorso, son terminate a Cremona la Fiera del Torrone, ed in provincia di Parma (quindi a pochi kilometri di distanza) la maratona sul maiale meglio conosciuta come “November Porc”. La Fiera del Torrone ha occupato le piazze cittadine per un paio di fine settimana, quella del maiale, invece, si è svolta per 4 week end consecutivi dal 4 novembre a ieri tra i paesini di Sissa, Polesine, Zibello e Roccabianca. Vi suggerisco di appuntarvi questi due eventi per le prossime edizioni: mettono d’accordo un po’ tutti, sia chi ama il dolce, sia chi preferisce il salato.

Prima di arrivare alla piazza principale con tutte le sue prelibatezze vi accoglierà un bel mercato dove potrete già pensare a qualche pensierino di Natale. Sperlari quest’anno ha  festeggiato i 180 anni di vita dell’azienda conosciuta in tutto il mondo per le sue leccornie offrendo un sacco di iniziative. Con l’occasione non dovete perdere una visita al “museo del violino” e ai vari palazzi storici aperti in via del tutto eccezionale per la manifestazione November Porc, staffetta dedicata a Sua Maestà il Maiale cotto e preparato in tutte le sue sfaccettature: dai ciccioli da passeggio, al Mc porc, al risotto al culatello, ai salumi che la fanno da padroni, al lardo.
In entrambi i casi le aree delle manifestazioni sono facilmente raggiungibili a piedi ed i parcheggi sono comodi. Per chi arriva in camper a Cremona l’area di sosta è in Piazzale Atleti Azzurri d’Italia. Per chi arriva in Camper alla festa del maiale le aree di sosta sono ben segnalate, comode e gratuite.
 
Vi lascio qualche foto, fatte purtroppo direttamente col cellulare quindi non propriamente eccelse, ma credo riuscirete comunque a farvi un’idea di quanto vi ho raccontato.

Buona settimana!