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Viaggi e dintorni

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Motogiro in Toscana

O motorigo tos-hano… Ce l’abbiamo fatta!!!  Dopo tanto, tantissimo, troppo  tempo finalmente siamo riusciti a concederci un week end soli soletti. Due gg, 48 ore, solo per noi due!!! E come non bastasse IN MOTO, come ai bei vecchi tempi, quando si partiva la mattina con una vaga idea sulla destinazione e poi, se si arrivava troppo in là, ci si fermava a dormire fuori e si rincasava l’indomani. Piazzati i pupi con mille raccomandazioni siamo partiti sabato mattina, destinazione Monteriggioni in provincia di Siena. Autostrada PD-BO, poi qualche curva in Val D’Idice (gomme nuove nuove da testare, io ne avrei fatto anche a meno….) e sosta per il pranzo a Greve in Chianti. Degustazione di formaggi e salumi locali con mostarda di cipolle e fichi, e via, nuovamente in sella. Un buon gelato a San Gimignano, (forse abbiamo abusato con la mostarda alla cipolla??) passeggiatina tranquilla senza nessuno che si lamentasse della sete, del caldo e della stanchezza (sapete a che mi riferisco, no???????) e arrivo a Castel Pietraio per il pernotto. Se vi piace l’idea di soggiornare in un posto dove l’unico “rumore” è dato dal frinire dei grilli e dal cinguettio degli uccellini siete nel posto perfetto. Si tratta di un vecchio castello ben tenuto nella cui dependance, sono state ricavate una decina di stanze soggette al controllo di una super energica signora tedesca arrivata in Italia 15 anni fa e stabilitasi nel nostro paese per amore: Io adesso spiega voi come fare con codice secreto di porta di ingresso, Jaaaa!!!! Colazione da otto e trenta a tiecci, manciate e beffete e chiedete se affete bisogno, Jaaaaa!  Signorsì Sissignore!

Dopo una doccia rintemprante ci siamo organizzati per cena: i nostri fondoschiena ammaccati hanno imposto il minimo indispensabile di kilometri, così, poiché a pelle ci ispirava, ci siamo fermati alla Futura Osteria situata a Monteriggioni nel borghetto di Abbadia Isola. Siamo stati accolti da cordialissime persone che ci hanno fatto venire l’acquolina alla bocca già con i piatti del giorno, figuratevi quando abbiamo letto il menù da cima a fondo…. Mi è piaciuta tantissimo l’idea di questo locale di reinventare, ma senza snaturarli, i piatti della tradizione, molto carino il pane home made in sacchettini di carta, tipo quelli del fornaio. Vi sembreremo scontati, ma dopo due ottimi antipasti, abbiamo scelto la fiorentina: 1 kg e 700 gr di succulenta carne di manzo che si scioglieva letteralmente in bocca! E per digerire? Un sorbetto di pesca davvero ottimo. Al rientro il buio era completo, il silenzio quasi assordante, che meraviglia!

Domenica mattina, dopo collazzione Jaaa, a Monteriggioni, dove tra l’altro, vi ricordo che ogni anno, la prima settimana di luglio si tiene un festival medievale a cui vale veramente la pena dare un’occhiata. Belli accaldati siamo risaliti in moto, ci siamo fermati ad Arezzo per un caffè e due passi nel centro storico, e poi filati a casa a recuperare la prole. 1000 km di Italia che troppo spesso ci dimentichiamo quanto sia fantastica e quante meraviglie abbia in serbo per noi!
Buon week end!
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Domenica all’agriturismo Brenta Secca

Domenica scorsa nel Veneto, non so nelle altre regioni italiane, è stata la giornata dedicata alle fattorie didattiche e agli agriturismi. E’ una bella iniziativa, crea l’occasione per poter andare a fare due passi all’aria aperta in mezzo alla natura e agli animali. Esperienza molto gradita, soprattutto ai più piccoli. Domenica scorsa la giornata è stata splendida, quindi, perché non approfittarne?
D’accordo con alcuni amici che non vedevamo da un bel po’, siamo andati all’agriturismo Brenta Secca in località Campolongo Maggiore (VE). Ci siamo capitati davvero per caso, perché era prenotato dappertutto. In velocità ho riesumato il borsone dei bigliettini da visita dei posticini visti o consigliati e ho fatto una telefonata. Ultimi posti disponibili, via… Si và!

Si tratta di un bel casolare, tenuto molto bene dai proprietari che ospitano i commensali in una unica sala dove al massimo ci stanno 50 persone a sedere. Tutto attorno molto verde, altalene, scivoli e delle carinissime casette ricavate da vecchi tini per il vino dove i bimbi si sono divertiti un sacco.

Non mancavano gli animali: pollame vario, coniglietti e pony. A proposito di pony… Mio figlio di 3 anni, per cercare di dar da mangiare alle simpatiche bestiole è caduto dentro all’abbeveratoio… Sono 4 giorni che è a letto con un febbrone. E pensare che l’idea era quella di farli stare all’aria aperta in ambiente sano….

Venendo all’argomento cibo, volete sapere cosa abbiamo mangiato?

Come nei veri agriturismi, il menù è lo stesso per tutti i commensali, ingredienti stagionali di produzione propria.
Nell’ordine, antipasto composto da: polentina morbida con formaggio fuso, pomodori e peperoni al forno, piatto di salumi nostrani, zucchine e melanzane grigliate, bruschetta con verdure.
Primi piatti: risotto con radicchio e tagliatelle all’uovo fatte in casa condite con ragù di carne.
Secondi piatti: pollo, faraona e coniglio arrosti, accompagnati da patate al forno, fagiolini e peperonata. Il menù prevedeva anche la grigliata mista, ma abbiamo purtroppo declinato perché delle portate precedenti avevamo già abbondantemente bissato.
Sgroppino servito in giardino… Per la precisione, siccome c’erano parecchi bambini e, complici i giochi non è stato possibile tenerli seduti a tavola più di un tot, al momento dello sgroppino la sala da pranzo era vuota… Tutti i genitori fuori in giardino a controllare la prole. Il simpaticissimo Vanni è arrivato con i vassoi direttamente sul prato!
Dolce: salame al cioccolato ( minimo 3 fette per ogni bambino) e una generosa fetta di crostata ancora tiepida alla marmellata.. “Signora che marmellata ha messo in questa torta?” Risposta: “Non so dirle, perché ci vedo poco, l’ho presa dalla dispensa, potrebbero essere pesche o albicocche, quando l’ho preparata questa estate ho dimenticato di mettere le etichette!”.

Naturalmente caffè e ammazzacaffè.

Rotolando abbiamo chiesto il conto: 25€ gli adulti, 7€ i bambini.

Vale davvero una visita: http://www.agriturismoveneto.org/node/621
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Le Scamorze alla 45esima Fiera del Riso

Risotto radicchio, Monte Veronese e fragolino
Tutti gli anni, da 45 anni a questa parte, in località Isola della Scala (Vr) si tiene la Fiera del Riso, occasione fantastica per ogni buongustaio per apprezzare un prodotto al top dell’agricoltura non solo veneta ma anche italiana. Occasione che naturalmente noi due non ci siamo fatte sfuggire.
Dopo avere curiosato tra i vari stand delle più famose riserie locali, ci siamo dirette al Palariso, struttura a forma di chicco dove il riso viene cucinato e trova la sua massima espressione nel risotto, ma anche nelle pizze, nella paella, nelle torte e nel gelato.
E’ sufficiente recarsi alle casse, si acquistano dei buoni (5€ ciascuno) e poi non resta che scegliere e mettersi in fila allo stand che cucina la ricetta che ispira di più: risotto all’isolana (ricetta top della manifestazione), risotto al tastasal (ve ne parleremo accuratamente nei prossimi giorni con una ricetta ad hoc) risotto col pessin (pesce fritto), risotto con monte veronese, radicchio rosso e fragolino, risotto gorgonzola e pere, risotto al pollo e verdure di stagione, risotto porri e zafferano, risotto al basilico e ragù di pesce… insomma, avete capito, l’imbarazzo della scelta.
Prima di lasciarvi qualche scatto, vi ricordiamo che quest’anno la fiera si terrà dal 14 settembre al 9 ottobre, quindi, se vi ispira, avete ancora qualche giorno per organizzare una gitarella.


Ecco anche il link della manifestazione: www.fieradelriso.it

Risotto pere e gorgonzola
Cuoco all’opera nello stand della paella
Paella con carne
Paella di pesce
Menù della serata
Stand Rancan
Stand Melotti
Risotto all’anara pitanara
Dolci con farina di riso
Aperitivo prima dell’abbuffata di riso 😉

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Le mie vacanze in bici a Bornholm

Circa quindici anni fa mi capita tra le mani un meraviglioso catalogo di viaggi tutto dedicato a Bornholm, piccola isola danese nel mar Baltico. Le foto mi hanno letteralmente catturata, paesaggi bucolici incontaminati, chilometri di spiagge bianche caraibiche, pascoli, pascoli, pascoli, mucche, mucche, mucche, salmoni e aringhe affumicati. Immaginate l’emozione quando, cercando tra gli itinerari in bici di un tour operator a cui volevo appoggiarmi per questo tipo di vacanza, scopro che organizzano anche pedalate in questa isola, che per di più è piccola e pianeggiante e quindi perfetta anche per i bambini! Fatta! Si va! Ma, ahimè, una scamorza non deve mai fare i conti senza l’oste… l’estate più piovosa degli ultimi cinquant’anni…. 12°, vento, e acqua, tanta, tantissima acqua… I bambini hanno passato 4 giorni seduti su un carrellino trainato dalla bici di papà, impacchettati e infreddoliti…madre degenere!!!! Con le pive nel sacco ci siamo spostati nel nord Holland, passando per Brema il cui centro storico merita davvero una visita (non dimenticando una foto portafortuna con la statua dei 4 musicanti). Prima tappa in terra olandese il porticciolo di Harlingen, meta perfetta per gli amanti della vela, semplicemente un bijou. Finalmente il sole, finalmente una puntatina in spiaggia (anche se con felpa), finalmente delle foto decenti. Da qui ci siamo diretti alle isole Frisone, a Texel, che, pur essendo la maggiore, è poco più di qualche chilometro quadrato. Giù le bici e via per una passeggiata tra le mucche, le pecore e i campi coltivati a fiori. Semplicemente meraviglioso… Tappa successiva Amsterdam che abbiamo girato in lungo e in largo sempre con le due ruote…cavoli avessimo anche noi delle piste ciclabili degne di questo nome…

Se ci andate con bambini dovete assolutamente passare una giornata allo zoo, il più vecchio d’Europa, dove sono ospitate 900 specie di animali. Dopo tre giorni tra canali, musei e pedalate, abbiamo ricaricato la macchina con destinazione la regione dell’Allgau in Germania. Beh, come farsi mancare un assaggio dei primi funghetti di stagione? Arrivati sin qui abbiamo deciso di fare una sorpresa alla nostra primogenita, il castello di Neuschwainstein. Era estasiata!!! Noi l’avevamo già visitato con i colori dell’autunno, ma devo dire che anche con il cielo di agosto è davvero un gran bel colpo d’occhio. Ahimè… la tappa successiva, a questo punto, è stata casetta, con i suoi 35° e, indovinate? Condizionatore fuori uso… ahhhhhhhhhhh!!!!!!!!!
Se foste interessati a qualche indirizzo, non esitate a contattarmi; vi lascio comunque il link del tour operator a cui ci siamo appoggiati per la parte in bici: http://www.verde-natura.it/
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Vacanza a Siviglia

Un uomo non può, 
pensare bene, 
amare bene, 
dormire bene, 
se non ha mangiato bene” 
Virginia Wolf

Sono reduce da una splendida gita a Siviglia, e, a testimonianza di quanto sono stata bene, vi dirò che sono passati ben 8 giorni dal rientro e ancora godo dei benefici del viaggio; di solito il benefico influsso dura poco più di qualche ora…
Sono tornata a Siviglia dopo ben 14 anni…. Nel 1997 c’ero stata per le vacanze estive con le amiche ed avevo conservato un ottimo ricordo. Così, forte dei bei momenti, temevo il confronto.
Invece, Siviglia o Sevilla come la chiamano gli spagnoli, non mi ha delusa: è rimasta l’elegante festosa città di cui avevo serbato il ricordo: il flamenco, i tori, le tapas, la birra, il Guadalquivir, la Giralda, il Barrio Santa Cruz…Se non ci siete mai stati dovete assolutamente porre rimedio!
Alcune dritte sui principali posti da non perdere?

  • Plaza de Espagna (se ce la fate visitatela oltre che di giorno anche al tramonto, la luce è perfetta per scattare delle foto);
  • Barrio Santa Cruz, con i suoi negozietti e ristorantini tipici;
  • Catedral de Sevilla y Giralda e Plaza de toros;
  • Museo del Flamenco e Casa de La Memoria, per una infarinatura del ballo che coinvolge tutti gli spagnoli, grandi e piccoli, e per uno spettacolo davvero coinvolgente al suono delle nacchere;
  • Real Alcazares de Sevilla, i palazzi reali patrimonio Unesco con i loro 7 ha. di giardini in pieno centro città;
  • Visitate una Finca (tipica fattoria dove vengono allevati i tori per le corride vero culto in Andalusia)
  • Non tralasciate una passeggiata al chiar di luna lungo il Guadalquivir nel quartiere Triana e sostate in un ristorantino lungo le sue sponde.
A proposito di ristorantino…

Sono riuscita a mangiare l’impossibile!!!! E quando in vacanza, belli rilassati, si mangia bene tutto si tinge di rosa…tapas (tra le mie preferite la tortilla di patate, e le bruschette di pane con i peperoni) frittura di pesce, merluzzo in varie salse, gazpacho, fantastici abbinamenti con il prosciutto crudo (qui chiamato Jamon Ibericos o Serrano a seconda dei luoghi di provenienza ) le mandorle ed il gelato di mango, paella, dolcetti squisiti.

Vi lascio dei link:
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Trattoria da Paeto a Pianiga (VE)

Vi voglio raccontare della mia cena di sabato sera da “Paeto” a Pianiga in provincia di Venezia, di quanto ho mangiato e bevuto e della speciale ospitalità riservata da Galdino, il titolare che ci ha illustrato i piatti e le materie prime utilizzate come stesse raccontando una favola. E’ stata dura scegliere, ad ogni proposta continuavo a deglutire…


Alla nostra tavola sono arrivati dei gamberi crudi conditi con olio evo aromatizzato all’arancia e dello sgombro affumicato (notare che la sottoscritta non sopporta lo sgombro ma questo era delizioso) dei tagliolini al nero di seppia con gamberetti e carciofi e degli spaghettini con zotoi (minuscoli calamaretti) e pomodorini.

Come secondo piatto del baccalà dissalato servito su un letto di misticanza con asparagi appena scottati, uova sode e pasta d’acciughe.

Bicchiere costantemente pieno di frizzantino e fresco Durello dop.

Le visioni le ho avute al momento del dessert, quando, assolutamente consapevole dell’effetto che avrebbe creato, il buon Galdino è arrivato al nostro tavolo con un’ampissima scelta di dolcetti siciliani. Naturalmente siamo stati costretti a chiederne un assaggio di ognuno…

D’obbligo il caffè e il digestivo.

Ci ritorneremo di sicuro!

L’osteria può vantare una “Chiocciola” di Slow Food, riconoscimento assegnato dall’associazione ai  locali che esaltano la migliore cucina regionale.

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